I risultati delle scoperte scientifiche
Non siamo soli a
pensare certe cose. Ci sono studiosi che hanno osservato a lungo
l'ansia e la depressione e sono giunti alle seguenti
conclusioni che noi condividiamo:
per
l'ansia e la depressione non ci sono analisi del sangue o altre analisi
che rilevino squilibri biochimici (che stanno ciè nel cervello). Se non è originata da un lutto o una disgrazia la depressione nasce per le
tante menzogne nella nostra società. E la partitocrazia, imposta nei fatti con la forza,
è il pretesto che ha reso invisibile il potere,
liberandolo dalla responsabilità delle proprie scelte e consentendogli
di operare dietro un muro di sicurezza. Il trucco è quello di scaricare
sull'individuo la colpa delle scelte sciagurate dei dominatori. Far
credere all'individo, attraverso una serie di accorgimenti fittizi, che
esso sia la causa della propria stessa rovina. Poi c'è la competizione
che impone a chi lavora insopportabili sforzi.
Un farmaco non analizza i fenomeni, un farmaco non pensa. Per contro scuole di meditazione psicosomatica e filosofica, gruppi
di autocoscienza e auto-mutuo aiuto, associazioni d’impegno civile e di
volontariato, azione politica e sociale sono valide ricchezze
tradizionali, conviviali.
Quello che penso io
Io ho
sofferto di depressione
per 36 anni. Mi sono affidato alle cure di molti
psichiatri, per l'esattezza tre, e ho ricevuto tantissimi consigli
senza arrivare prima di 7 anni fa ad un netto miglioramento.
Ciò era
dovuto al fatto che nessuno e neanche io stesso accettava di mettere a
rischio il mio
futuro e la mia stessa vita.
Invece io penso che il punto è proprio questo: al giorno
d'oggi siamo abituati a risolvere le situazioni col "dialogo" e
gradualmente, senza scossoni. In questo modo l'individuo conserva la
sicurezza della propria condizione sociale ma non mette in discussione
tutto.
E in questo modo gli eventuali passi in avanti sono
condizionati e condizionabili dal mondo esterno. Cioè sono
gli altri che devono avere la buona volontà di fare largo a
noi. E perchè poi, dal loro punto di vista?
La verità è che nessuno può soddifare
i nostri desideri se non siamo noi per primi a imboccare la strada per
soddisfarli. Se facciamo questo e lottiamo, poi sapremo bene cosa
chiedere agli altri o anche pretendere dagli altri.
Amici, nella vita la questione fondamentale è una questione
di
vita o di morte. Ed è alla luce di questa considerazione che
dobbiamo inquadrare anche i piccoli problemi di ogni giorno, altrimenti
la depressione è dietro l'angolo. In proposito voglio
riferirvi
una delle poche frasi che accetto come buona dagli psichiatri e in
particolare da uno psichiatra dal quale sono stato curato: "nei paesi
dove c'è la guerra non c'è la depressione". E con
questo
ritorniamo alla mia affermazione che anche nei paesi non in guerra la
scelta fondamentale è sempre una questione di vita
o di
morte.
E ora vi riporto una piccola favola ZEN che evidenzia il modo col quale
si risolve veramente una depressione, tutte le depressioni:
Un
cavallo depresso
si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il
fattore, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario.
Questi
visita l'animale e dice al fattore: "Casi così sono
gravi;
l'unica
è provare per un paio di giorni a dargli queste
pillole:
Se
non reagisce sarà necessario abbatterlo".
Il
maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
"Alzati,
alzati, altrimenti butta male!"
Ma
il cavallo gira solo la testa di lato.
Il
secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le
pillole, dicendo poi al fattore "Non reagisce: aspettiamo ancora un
po', ma credo non ci sia niente da fare."
Il
maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo "Devi
ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!".
Ma
il cavallo niente.
Il
terzo giorno il veterinario verifica l'assenza di progressi e,
rivolto al fattore:
"Dammi
la carabina. E’ ora di abbattere quella povera bestia."
Il
maiale corre disperato dal cavallo:
"Devi
reagire, ti prego, stanno per ammazzarti."
A
quella notizia il cavallo si alza di scatto e comincia a correre,
a
saltare ostacoli e ad accennare passi di danza.
Il
fattore è felicissimo. Rivolto al veterinario gli dice:
"Grazie...
Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un
miracolo;
dobbiamo
assolutamente fare una grande festa!
Su,
presto, ammazziamo il maiale!"
Comunque
peccato per il maiale. L'amicizia a volte non paga.
Ma l'amicizia è uno dei grandi valori della vita.
Data: 11/10/07
Giovanni S